CORO COMELICO

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OTTOBRE 2008 - PRESTIGIOSA TRASFERTA A FIDENZA

Il Teatro Magnani, storica istituzione di Fidenza (Parma) ove si sono esibiti noti cantanti lirici e famose compagnie di prosa,  ha ospitato la 37ma rassegna corale "Cantare è vivere".  I Cantori di Santa Margherita, complesso locale. hanno invitato quest'anno al prestigioso appuntamento la corale mista Nova Harmonia di Molvena (Vicenza) ed il Coro Comelico diretto dal Luciano Casanova Fuga. In questo contesto di altissimo livello tecnico il complesso comeliano ha ben figurato con il suo repertorio per larga parte originale che il pubblico ha molto apprezzato.  Da "Stelutis alpinis" a "MLK", da "Stella di neve"  a "Benia Calastoria", da "Le mie valli" eseguito davanti al maestro Fulgoni, presente alla serata, fino a "Fiorin Fiorello", il pezzo di chiusura che Luciano Casanova fa eseguire coinvolgendo il pubblico presente, tutti i brani sono stati salutati da scroscianti applausi. In chiusura il ringraziamento dell'assessore alla cultura del Comune di FIdenza  ai cori partecipanti in una serata ricca di suggestioni ed emozione. L'apprezzamento dei Cantori parmensi si è rilevato anche nella meravigliosa accoglienza ai coristi del Comelico che hanno utilizzato la trasferta come momento ricreativo con la visita a Tabiano, a Salsomaggiore Terme e ai luoghi verdiani  Roncole,  Busseto, Sant'Agata.  Naturalmente nei prossimi mesi il complesso parmense restutuirà la visita al Coro Comelico in qualche occasione di particolare rilievo. Infine una soddisfazione particolare per Luciano Casanova; la richiesta del direttore del complesso ospite di una armonizzazione speciale per corale a voci miste del canto "Stella di neve", molto apprezzato per la sua immediatezza e per il suo impatto melodico. Nelle foto di Michele Becciu  il Coro al teatro Magnani

 

24/30 APRILE 2008 - UN SUCCESSO LA TRASFERTA IN CANADA E U.S.A.

Il breve tratto del fiume Detroit (poche centinaia di metri) che separa l’omonima città americana da quella canadese di Windsor, individua due realtà molto differenti. Non solo perché Detroit è l’undicesima città degli Usa, con quasi un milioni di abitanti, mentre Windsor, nell’Ontario, di abitanti ne ha solo un terzo, quanto per  la rilevanza e la diffusione della comunità italiana canadese, (quasi un quinto della popolazione), .organizzata in modo capillare e attivo. Il viaggio del Coro Comelico, con il patrocinio e il contributo della Regione del Veneto e della Comunità Montana Comelico e Sappada, inizia proprio da Windsor, con un concerto in un centro per anziani. A Windsor la locale famiglia veneta, fondata dal vicentino Ilario Bontorin festeggia il decimo anno dalla costituzione (prima le varie famiglie erano divise per ogni provincia veneta). Un appuntamento solenne e molto sentito, per il quale è stata organizzata una serata di gala presso il Club “Giovanni Caboto” di Windsor. Non deve ingannare il termine “club”: non si tratta di un semplice circolo per il ritrovo dei nostri connazionali, ma di veri e propri centri di servizio, eleganti, amplissimi, ben organizzati, dei quali fruisce anche  la popolazione locale non italiana. Solo a Windsor se ne contano tre: il veneto Caboto, il “Fogolar Furlan”, e l’elegantissimo “Ciociaro Club” della nutrita comunità italiana originaria di Frosinone, di costruzione più recente e sfarzosa.  Al Caboto Club erano invitate centinaia di persone (alla fine poco meno di 500) con una rappresentanza della gemellata famiglia veneta di  “Dona Francesca”, città brasiliana dello stato di Rio Grande do Sul. La seconda tappa della trasferta ha visto impegnato il Coro in un concerto al centro veneto di Toronto, una città moderna, multiculturale, con soluzioni architettoniche ardite e spettacolari. Qui circa duecento connazionali hanno assistito al concerto nella elegante sala incontri del centro veneto di Woodbridge organizzato da Dominik Angaran e da Clara Ceolin della federazione veneta. Infine l’ultimo impegno,  questa volta negli Stati Uniti, dove il bellunese Graziano Bortot, con la collaborazione della federazione italo americana di Brooklyn e Queens, ha promosso una serata cui hanno partecipato anche delegazioni di tutti i connazionali presenti a New York. In tutti e tre gli appuntamenti il saluto dell’Italia è stato portato dal sindaco di Santo Stefano di Cadore, Silver De Zolt, anche in qualità di consigliere della Comunità Montana Comelico e Sappada. Nelle sue parole la felicità e la soddisfazione per  questa opportunità di incontrare tanti connazionali che hanno reso grande il paese di adozione, ma hanno anche rappresentato un sostegno importante per la patria di origine. A Windsor e New York anche l’intervento dell’assessore regionale Oscar De Bona, che ha rimarcato come vi sia all’estero quasi un’altra Italia pari a quella di origine, che vive, lavora e si fa onore. Un’Italia dei connazionali all’estero con la quale i legami vanno mantenuti stretti per poter ancora crescere insieme. Dopo i discorsi e i saluti di rito, i canti del Coro Comelico che nell’occasione ha modificato il proprio repertorio proponendo, con intensità e passione, canti popolari più noti e conosciuti. Così dalla “Montanara” a “Stelutis alpinis”, da “Fiorin fiorello” a “Cimitero di rose” o “Signore delle Cime”, il pubblico non solo ha sentito i brani più attesi, ma li ha anche cantati con impegno e partecipazione. E al termine di tutti e tre i concerti i nostri connazionali hanno scelto un modo unico, spontaneo e commovente per ringraziare il Coro Comelico: alzandosi in piedi per una  “standing ovation” di applausi durata vari minuti. Momenti memorabili che resteranno per sempre nel cuore del direttore Luciano Casanova, del presidente Luciano Da Rin e di tutti i coristi. E la voglia di cantare non è certo finita con l’ultimo applauso. In questi  sei giorni così intensi c’è stato anche il tempo per chiudere in bellezza con un mini concerto a oltre 11.000 metri di altezza sull’Oceano Atlantico, durante il volo di ritorno, con le hostess, il personale dalla KLM e gli altri passeggeri ad applaudire “Belle rose du printamps” ed il saluto ufficiale del comandante all’arrivo ad Amsterdam. Nella foto sotto Coro e seguito nella posa ricordo al Ponte di Brooklyn.

 

Il concerto a Windsor per i 10 anni dell'Associazione Veneta - Il saluto del sindaco Silver De Zolt

 

LUGGLIO 2007 - IL CORO HA CANTATO A LORENZAGO PER PAPA BENEDETTO XVI

"Che la strada sia lieve e che il vento sia dietro di te, che la luce del sole riscaldi il tuo viso e la pioggia ti bagni dolcemente..." inizia così la "Benedizione irlandese" di J.H. Moore, un brano intenso, coinvolgente, dove le varie parti si fondo mirabilmente. Lo sguardo del corista abbandona per qualche attimo le indicazioni e i cenni del maestro Luciano Casanova e si alza verso la loggia del Castello di Mirabello, verso quell'uomo vestito di bianco che ascolta con attenzione. Il volto è sereno, riposato. Talvolta si asciuga la fronte con un fazzoletto nella serata calda, perfino a Lorenzago di Cadore. Pochi minuti e il brano finisce senza toni altisonanti, ma con un accordo armonioso: "O Dio tienila nel palmo della mano questa nostra vita". L'applauso è convinto da parte di tutti. Sono tante la autorità salite al Castello per assistere al concerto che il Vescovo di Belluno, mons. Giuseppe Andrich, ha voluto donare al Santo Padre. Sette complessi corali (di cui due a voci miste) in rappresentanza di tutto il Cadore, per celebrare la bellezza di queste montagne, ma anche la tradizione di un popolo che ama cantare.  Ogni Coro fa del proprio meglio  nell'esecuzione del brano prescelto. Poi, nella seconda parte della serata, il momento ancor più emozionante con la voce di più cori insieme. I cinque, a voci virili, "Cadore", "Comelico", "Cortina", "Oltrepiave" e "Peralba" che eseguono la "Montanara" diretti da Luciano casanova e "Benia Calastoria"  di De Marzi, diretti da Gabriella Genova. E poi i due cori a voci miste "San Vito" e "Rualan" con "Signore delle Cime" e "Laila oh".   Quando Benedetto XVI si alza e si avvicina al microfono, è la volta degli oltre 200 coristi ad applaudire. "Voglio ringraziarvi tutti - esordisce il Papa - maestri, coristi, e  quanti hanno contribuito a realizzare questo concerto meraviglioso".  Le ombre della sera ormai sono scese, il monte Miaron non si vede più,  una luce tenue illumina la loggia del Castello. "Mi viene in mente una frase di Sant'Agostino secondo cui cantare è espressione d'amore. Il canto corale aiuta ad educare l'udito esteriore, ma anche e sopratutto l'udito interiore. L'attenzione per gli altri coristi, il rispetto delle indicazioni del direttore, la comprensione della musica, tutto serve a far crescere l'amore e la pace derrto di noi. Come ha ricordato sua eccellenza il vescovo di Belluno, novant'anni fa queste montagne hanno visto la tragedia della guerra, oggi ringraziamo Dio perchè queste vette sono simbolo di pace e collaborazione. E questo anche grazie al canto".  Poi il Papa ha ricordato il valore del canto popolare espressione dei valori e delle tradizioni della nostra Europa. "Il canto popolare è una delle forme più alte di espressione dei valori e delle tradizioni. RIngrazio tutti quelli che si impegnano affinchè questa forma di espressione  venga tramandata e possa diffondersi sempre di più". In chiusura il momento più solenne. "Il mio ringraziamento giunga su di voi con la benedizione apostolica". Resterà indimenticabile per il direttore Luciano Casanova e per i suoi colleghi la salita alla loggia per il saluto personale del Papa e la consegna del dono del Coro Comelico, il volume "La nostra storia" edito in occasione del 40mo celebrato nel 2006. Poi l'ultimo momento di una giornata eccezionale: la foto che il Pontefice ha voluto fosse scattata assieme ad ogni coro. Con l'ultimo grazie al direttore e ai coristi, testimonianza di una vicinanza e di una affabililtà che le cronache usualmente non lasciano trasparire . 

Il coro in attesa prima del concerto al castello di Mirabello. Al centro Luciano Casanova (di spalle) con Gabriella Genova direttore del Coro Cadore.

Il saluto del vescovo Giuseppe Andrich al Santo Padre

La consegna al Papa del volume e del CD "La nostra storia" da parte del maestro Luciano Casanova

 

 

BEL GEMELLAGGIO CON GLI AMICI DEL CORO CJASTILIR DI TOMBA DI MERETO

E' stata molto positiva la trasferta in terra friulana con gli amici del Coro Cjastilir di Tomba di Mereto: una splendida accoglienza fin dal nostro arrivo nella piccola frazione in provincia di Udine. Sul sagrato della chiesa si sono esibiti il coro locale, e dopo il Coro Comelico, il Coro Varada del Cai della Val Sesia in Piemonte. Moltissimi applausi per tutti da un pubblico folto e appassionato. Il coro locale ha riservato anche una bella sorpresa al direttore Luciano Casanova, l'esecuzione di "Stasera canto" un brano popolare, armonizzato anni or sono da Casanova e che da tempo lo stesso Coro Comelico non canta più. Sarà una occasione per proporlo ancora al pubblico. Il 4 agosto prossimo gli amici del coro Cjastilir con il bravo e simpatico direttore Del Giudice, saranno ospiti del Coro Comelico nella consueta festa estiva dei Cori a Costalta di San Pietro di Cadore.

 

SABATO 23 GIUGNO 2007 SI E' SVOLTO IL CONCERTO A S.BIAGIO DI CALLALTA TV

Grande successo per il Concerto nella Chiesa parrocchiale di Cavriè in occasione della 30 ma rassegna di Canto Popolare promossa dal Coro 3 Molini con la partecipazione anche del prestigioso Coro Marmolada di Venezia. Nella foto sotto il Coro con accompagnatori ed amici davanti alla Villa veneta Navagero Erizzo, sede di un meraviglioso "Museo della Radio" e di una pregiata cantina vinicola. Un grazie sentito per l'ospitalità a Paolo Fadel e all'amico Gianni Miraval.

 

 

AL CORO COMELICO IL RICONOSCIMENTO DI MERITO ANA CADORE

Presso la Magnifica Comunità di Pieve di Cadore è stato consegnato al Coro Comelico il Riconoscimento di Merito Ana Cadore con la seguente motivazione:

Fondato a S. Stefano di Cadore nel 1966 da un gruppo di amici amanti del canto popolare, fu diretto per 13 anni con passione e competenza da mons. Renzo Marinello, oggi arcidiacono del Cadore. Nel 1979 ne assunse la guida artistica Luciano Casanova Fuga che ha intrapreso un impegnativo e originale cammino di ricerca, elaborazione,composizione e armonizzazione ispirato alle radici più vere della tradizione comeliana, ladina e veneta. Notevole esempio di impegno per la diffusione della cultura popolare in Italia e all’estero.

 

Nella foto il presidente del coro Luciano Da Rin riceve il premio dal vicepresidente nazionale Ana Ivano Gentili e dal presidente sezionale Antonio Cason

 

 

 

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